Una delle texture più sperimentali e artistiche di Planium è stata ottenuta partendo dall'acciaio per un progetto particolare, protagonista di una Milano Design Week. Un metallo, l'acciaio, non certo nuovo a determinate “trasformazioni”, poiché alcune lavorazioni di Planium legate ad esso sono delle vere e proprie “metamorfosi” che riescono a trarre, dall'apparente durezza e asetticità del materiale, arte viva per pavimentare e rivestire interni di diverse dimensioni.
Luna - questo il nome della texture - nasce da un'ispirazione legata a un evento, è vero, ma ha dietro una tecnica rodata oltre che una cartografia studiata appositamente, come suggerisce il Ceo di Planium Luca Terenzi:
“È la superficie ricavata dalla luna reale, fotografata in alta definizione e riprodotta con una delle tecniche che abbiamo a disposizione, l'ossidazione controllata. Controllata perché, lo vediamo anche a occhio nudo, l'intensità della lavorazione va mano a mano a crescere, a dimostrazione di come possiamo gestire un processo che la natura, con l'ossidazione, ma che ricreato in un ambiente controllato può essere pilotato garbatamente verso un obiettivo, senza essere snaturato ma condotto a un'intensità, a una cromia che ci interessa per motivi progettuali. Ossidazioni che utilizzano soluzioni ecocompatibili, eliminando prodotti tossici.”
Il satellite misterioso
D'altronde questo satellite ha ispirato artisti per generazioni, rivelandosi un vero e proprio corpo misterioso in grado di sollecitare l'interesse degli umanisti come anche degli scienziati, dei poeti, dei pittori, degli artisti. Un satellite di vocazione “femminile”, làddove il sole, di contro, è considerato il suo alter ego “maschile”.
Ancor non sei tu paga / Di riandare i sempiterni calli? / Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga / Di mirar queste valli? dice di lei Leopardi in uno dei suoi più noti componimenti, ma non manca anche l'ironia di poeti come Gianni Rodari: Sulla luna, per piacere, non mandate un generale: ne farebbe una caserma con la tromba e il caporale o quella di un Ludovico Ariosto che manda Astolfo sulla Luna a recuperare il senno perduto dell'Orlando innamorato di Angelica. La corsa allo spazio durante la guerra fredda ha egualmente esaltato questo satellite in entrambi i blocchi, con rappresentazioni di cultura visuale e cinematografica assai suggestive sullo spazio e la fantascienza che hanno caratterizzato un'epoca.
La luna nei segni zodiacali, poi, simboleggia il nostro inconscio, un'ala recondita della nostra persona che agisce quasi a nostra insaputa, con un lascito emozionale imponente.
L'approccio interdisciplinare di Planium di TGroup
Nel 2022 questa texture è stata concepita per un progetto che testimonia di un approccio interdisciplinare del brand. Il Fuorisalone di quell'anno sceglie l'Acqua come tema portante. L'allestimento di Planium offre una scenografia sorprendente: una galleria lunare, cioè concepita interamente con la texture Luna come pavimento e rivestimento, corredata, al termine di questo “shutter selenico”, dall'opera Wave 11 di Maurizio Galante e Tal Lancman, che riprende il tema dell'onda, allacciandosi dunque a quello dell'acqua. Costituita da quasi 200 lamine di ottone e rame ossidati, questa creazione artistica dal forte accento dorato e in aperto contrasto con i colori dell'acciaio lunare risalta immediatamente alla fine del “tunnel”. Particolare è stato anche il tono dato al percorso di “uscita” dalla galleria, con luci LED frontali e studiate come in un set fotografico.
Ma come si presenta invece questa texture da “vicina”, vista al “microscopio”?
Una gamma cromatica dei toni grigi, bruni, argentei luminosi e oscuri antracite ? tutti scaturenti dall'ossidazione dell'acciaio - che ci fanno letteralmente approdare sul suolo dell'unico satellite terrestre, tra i sui bagliori e le sue ombre.
Dall'acciaio infatti è possibile ricavare cromie e toni che vanno dai neutri Grigio Polvere, Tortora, Antracite, al vibrante Argento ai più decisi e caldi Terra di Siena Bruciata e Bruno Van Diyck, con tracce sottili e sfavillanti di Oro, quasi impercettibili ma presenti.