Milano nei Manifesti

Milano lascia il bianco e nero e si tinge dei colori più sfrontati

Redazione
10 febbraio 2022 di Valentina Dago
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LE IMMAGINI NEI MANIFESTI

Le immagini del passato trattengono dentro ai loro contorni una certa nostalgia. Spesso risultano sbiadite, davvero troppo lontane; ce ne sono altre, al contrario, che esplodono effervescenti come una risata.

Milano lascia il bianco e nero e si tinge dei colori più sfrontati del glamour in una passeggiata tra gli ori della Galleria. Milano è vitale, sorridente, innamorata della vita nei suoi manifesti. Milano è la modernità, la moda, il design. Milano è tutto e tutto converge qui, nelle piume di un cappello, negli svolazzi di una gonna, lungo un braccio che regge un bicchiere di Martini.

Antesignano del moderno advertising in TV e sul web, il manifesto è stato il primo canale di comunicazione diretto alla massa; non più un'élite, dunque, a cui indirizzare di colte letture, dettagliate spiegazioni o inaccessibili produzioni museali.

Il manifesto è dai suoi esordi lo strumento di grande impatto visivo che riempie i muri delle città; tramite i cartelloni è possibile convogliare grandi o piccoli temi: politica, religione, notizie, ma soprattutto pubblicità. La parte figurativa occupa il primo piano, poi giunge il messaggio... abiti, liquori, destinazioni turistiche, alberghi, assicurazioni.

Il manifesto ha accompagnato e ritratto il cambiamento, l'economia di una città rivolta sempre al futuro.

Milano è già dalla fine dell'800 punto di incontro economico e commerciale, non solo italiano, ma anche a livello europeo. Nel 1920 con l'ampliamento degli spazi espositivi e l'inaugurazione della Fiera Campionaria comincia una straordinaria produzione di manifesti, segno della metamorfosi della comunicazione pubblicitaria, che si traduce in nuove forme e colori sì legati all'arte, alla pittura, che inglobano tuttavia qualche elemento della cartellonistica. Si sviluppa il graphic design e con esso tutto un settore di creativi, che pensano a conquistare, ammaliando il loro pubblico. Non parliamo più quindi di Art pour l'art, ma piuttosto di bellezza, stile, eleganza con una finalità ben calibrata: catturare l'attenzione.

I manifesti di questi anni sono lo specchio del sogno italiano: lo sviluppo agrario che cede il passo a quello industriale, e insieme, arrivano quello urbano, commerciale e terziario. Milano incarna il luogo dove tutto è possibile. Naturale destinazione di flussi migratori da ogni parte d'Italia e soprattutto dal Meridione, la città  - in mezzo - piano non smette ancor oggi di attirare lavoratori, artigiani, e artisti, intellettuali, curiosi e...avventurieri. Nuove dimensioni culturali e di relazione sociale emergono nel primo vero melting-pot italiano, che non parla una sola lingua, ma 1000 diverse.

Trovi la tua Milano impressa in "Skylight", disegnato da Alessandro Giust, prodotto da Terenzi Srl.

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